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Siamo con voi, anche sulla stampa specializzata

Siamo con voi, anche sulla stampa specializzata
15 marzo 2021

La rivista mensile Correre compie 40 anni e siamo orgogliosi di comparire nel numero di marzo, che celebra questo importante anniversario, con un approfondito articolo dedicato alla 50 Km di Romagna, alla sua storia, al suo percorso e ai suoi personaggi. Questo l'articolo:

Voglia di ripartire

La pandemia ha in qualche modo avvicinato i due poli della corsa agonistica: i concorrenti e gli organizzatori. Lo abbiamo visto nella finestra di normalità podistica offerta dalle norme di sicurezza nell’autunno scorso: un senso di collaborazione assoluta ha pervaso quelle articolate partenze a ondate, con la mascherina da tenere indossata almeno per i primi 500 m. Entrambi, concorrenti e organizzatori, hanno imparato a navigare a vista: ci si allena senza la certezza che la gara ci sarà, si prepara tutto, e sono spese consistenti, sapendo che resta aperta la possibilità che, come nel 2020, ci si debba poi fermare.
Tra corsa al vaccino e varianti del virus la navigazione a vista sta caratterizzando anche questa prima parte del 2021. Gli appassionati di ultramaratona tengono gli occhi puntati sul web e per il momento insistono nello sperare, ad esempio, che la 50 km di Romagna si farà, domenica 25 aprile a Castel Bolognese (RA).

Navigare a vista
“A seguito dell’emergenza Coronavirus, abbiamo scelto di posticipare l’apertura delle iscrizioni fino a quando non vi sarà certezza assoluta di poter organizzare la manifestazione in piena sicurezza.”
A metà febbraio, quando queste pagine sono andate in stampa, alla voce “iscrizioni 2021” del sito della manifestazione (50kmdiromagna.com) questo messaggio compariva ancora.
«Si tratta innanzitutto di una forma di rispetto per i concorrenti – precisa Riccardo Giannoni, anima storica della classica di Castel Bolognese –, noi sappiamo che loro si stanno allenando, loro
sanno che stiamo preparando la manifestazione come se fossimo sicuri di farla. Quelle parole nascono anche dal fatto che ho vissuto con fastidio, devo ammettere, la spregiudicatezza con cui, in alcuni casi, si è annunciato fino all’ultimo che una gara si sarebbe svolta e poi si è annullato o spostato tutto.
Il mese di marzo ci permetterà di entrare meglio nel merito delle possibilità di svolgimento della nostra corsa.»

Settantadue firme
Ogni tipo di gara comporta differenti difficoltà di organizzazione. Nelle ultramaratone diventa pesante l’aspetto burocratico: più la corsa è lunga più diventa probabile che il tracciato attraversi differenti territori comunali. «La 50 km di Romagna, infatti, coinvolge diverse località, tra comuni e frazioni: basti pensare a Riolo Terme, Borgo Rivola, Casola Valsenio, realtà importanti dell’appennino.
Per un breve tratto del percorso la gara tocca anche il territorio del comune di Faenza. Ogni sindaco ha sulla carta la possibilità, fino alla sera prima, di dire: “Non me la sento, perché la situazione sanitaria è troppo delicata”. Durante l’organizzazione dell’edizione 2019 ho tenuto il conto di quante richieste ho dovuto inoltrare alle diverse realtà coinvolte: in totale ho apposto 72 firme. Comunque ci proveremo fino all’ultimo, anche perché nel 2022 ci piacerebbe festeggiare la quarantesima edizione.»

Albo di eccellenze
E di motivi per festeggiare la quarantesima prossima edizione ce n’è eccome. L’albo d’oro della 50 km di Romagna, corsa nata a sviluppo della “Grande maratona del Senio” del 9 maggio 1982 (di cui pubblichiamo la classifica) mette in evidenza i poker di vittorie ottenuti nel tempo prima da Giovanni Lorenzini, poi da Giuseppe Gorini e infine da Hajyi Mohamed e i tris di Monica Casiraghi, Monica Carlin e Maria Vrajic, in un lungo viaggio nel tempo che prende a bordo molte delle figure che hanno firmato la storia dell’ultramaratona italiana: da Vito Melito a Normanno De Gennaro (ritornato da master al via nel 2019), da Anna Zacchi a Daniela Pavarini e a Lucia Soranzo, da Mario Ardemagni a Mario Fattore fino a Giorgio Calcaterra, da Mariana Vidovic ad Agnese Balelli, a Maura Bulzoni e a Fiorella Stracco.
Un’eccellenza che ha prodotto record del percorso difficili da attaccare: nel 2004, primo anno del suo biennio d’oro, il due volte campione del mondo della 100 km “SuperMario” Ardemagni fermò il cronometro in 2:46’26”, evidenziando così il grande valore del 2:46’30” che De Gennaro aveva ottenuto nel 1989. Nello stesso anno venne siglato il record femminile e la proporzione è perfetta: Monica Casiraghi era l’Ardemagni delle donne, imbattibile dalla 50 km in su: il suo 3:23’10” è ancora lì.
Ai lettori di Correre suggeriamo qui un espediente per comprendere ancora più a fondo il valore di queste prestazioni.
Uomini e donne di buon livello amatoriale possono concludere la maratona rispettivamente in 2:46’26” e 3:23’10” e ricevere per questo la comprensibile ammirazione degli appassionati.
Ardemagni e Casiraghi, che amatori a loro volta erano (muratore lui, operaia tornitrice lei) nello stesso lasso di tempo avevano percorso quasi 8 km in più.

Percorso tecnico
Perlopiù in salita nella prima metà e in discesa nella seconda, il percorso della 50 km di Romagna si snoda su strade asfaltate immerse nel verde delle colline della vallata del fiume Senio. La
road mapporta i concorrenti a effettuare un primo anello per toccare la piccola frazione di Biancanigo da dove si torna a piazza Bernardi, teatro logistico di partenza e arrivo; si va poi di nuovo verso Biancanigo da dove questa volta si imbocca la statale Casolana seguendo la valle del Senio. Tre chilometri dopo, dal paese di Cuffiano, l’altimetria comincia a muoversi: Riolo Terme, Isola, Borgo Rivola, da dove il percorso riprende tutto in costante salita fino a Casola Valsenio, vero e proprio giro di boa della corsa, dal quale, dopo una ripida e corta discesa, parte la salita al Monte Albano con i suoi 5 km e un dislivello di 265 m. Una volta arrivati in cima al Monte Albano ci si immette in una discesa di 4,5 km che porta a Zattaglia. Si segue poi la valle del torrente Sintria, si affrontano un paio di salite, fino ad arrivare a Villa Vezzano, a 9 km al traguardo. Da questo momento il percorso è tutto in leggera discesa: a un paio di chilometri dal traguardo si attraversa nuovamente l’abitato di Biancanigo e si percorrono a ritroso i primi chilometri del tracciato fino a raggiungere il traguardo in piazza Bernardi, dove la gara era cominciata.

Il “piccolo Passatore”
Corti i ricci capelli, un po’ più massiccio nella muscolatura. Le foto dell’edizione 2006 ci restituiscono un Giorgio Calcaterra dall’espressione quasi spaesata, intento ad afferrare un bicchiere a un rifornimento. Vincerà rimanendo per un secondo sotto il limite delle tre ore (2:59’59”). La sua trasformazione da stakanovista della maratona a mito dell’ultra italiana era appena cominciata: un mese dopo vincerà per la prima volta la 100 km del Passatore e sarà il primo di dodici successi consecutivi.
È noto da tempo, infatti, che la 50 km di Romagna è considerata e chiamata dagli appassionati anche “Il piccolo Passatore”, perché in qualche modo riproduce quell’altimetria irregolare e impegnativa, quell’alternanza di salite e discese che caratterizzano anche la prova più lunga da Firenze a Faenza. Così, la gara organizzata dalla podistica Avis Castel Bolognese diventa quasi sempre passaggio necessario per chi prepara la 100 km tosco-romagnola di fine maggio: a un mese da quell’appuntamento permette una verifica attendibile dello stato di forma, nel complesso delle sensazioni psico-fisiche che questa gara trasmette. L’albo d’oro reca traccia anche di questi percorsi personali: come nel caso del 2006 di Calcaterra, sono molte le edizioni vinte da chi poi farà faville nel Passatore: a titolo di esempio basterà ricordare il successo nel 2017 di Laura Gotti, reduce dalla vittoria assoluta (cioè davanti a tutti
gli uomini) nel “Terradisiena” e sulla strada per conquistare a Milano, l’anno dopo, la maglia azzurra per gli Europei 2018 di maratona, o quella di Federica Moroni nell’ultima edizione, quella del 2019. Tra le due italiane si era inserita la firma prestigiosa di Nikolina Sustic, egemone da tempo al Passatore e prima in piazza Bernardi nel 2018.

Articolo di Daniele Menarini - Correre n° 437 - Marzo 2021

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